lunedì 25 aprile 2011

Il dio Del Sole

Il dio Del Sole



Era una tranquilla domenica d’agosto.
“I bimbi, sulla spiaggia, in frotta”(eccetto spiaggia, tutto il resto lo dice Giacomino Leopardi), facevano un casino d’inferno.
Una pallonata mi colpì in pieno volto e caddi “come corpo morto cade”(questo, invece lo dice l’Alighieri),sulla sdraio che dopo una lotta senza quartiere ero riuscito a piazzare in prima fila.
La nebbia che mi aveva avvolto m’impediva di scorgere il colpevole, per cui, senza volere essere blasfemo, bofonchiai con voce nasale:”Sinite parvulos venire ad me”, che glielo faccio quadrato.
Mia moglie, che spaziava con lo sguardo sulla rena, m’invitò a riflettere e ad abbandonare le idee bellicose.
Così, nel frastuono, sotterrai l’ascia di guerra non tanto per l’esortazione della mia metà, quanto per l’avvicinarsi di un tizio nerboruto, alto due metri, tatuato sin sulle unghie, che aveva ascoltato le mie parole e rispondeva, per stato di famiglia, a procreatore del piccolo delinquentello responsabile della incrinatura del mio setto nasale.
Gli porsi umilmente le mie scuse, mentre nel mio Io lo mandai affanculo.
Compiacente, si allontanò.
Imprecai contro la natura matrigna (ah, Giacomino, quanto avevi ragione!) che non mi aveva fatto di due metri e dieci.
Il cielo, che sino a quel momento era stato terso e sereno, prima si fece le…, pardon, a pecorelle, poi a tori ed, infine, a rullo compressore col motore a mille.
Caddero le prime gocce di pioggia e tutti fuggimmo sotto le tettoie delle cabine.
Approfittai della confusione per mettere lo sgambetto al furfantello, figlio del procreatore, che andò a sbattere il naso contro la porta dei servizi igienici.
Il padre mise una taglia sulla mia testa.
Il brontolio del tuono fece tanta aria da dissolvere le nubi e tornò il sereno(non mi ripeterò).
Gli ombrelloni rivariopinteggiarono nel cielo azzurro e il mare riprese il suo colore innaturalmente rosa-ocra per le miglia di membra che agitarono le sue acque.
Fu allora che la spiaggia ammutolì.
Cacchio, se ammutolì.
Anche le onde si trascinarono mute sulla sabbia e un gabbiano picchiò il suo cucciolo in testa per invitarlo a smettere di pigolare.
I natanti e i galleggianti subirono il blocco immagine con sfarfalleggiamento del video e tacquero in assorta contemplazione.
Ecce homo!
L’astro riflesse misticamente la luce sulla pelata e dette luogo ad una aureola tinta dei colori dell’arcobaleno.
L’ombrellone a mo’ di scettro, il passo fermo, sicuro, avanzò tra i bagnanti salutando con la sinistra.
Petali di rose anticipavano il suo cammino.
Una torma di uomini e donne lo seguiva a distanza, per deferenza.
L’occhio da predatore, individuò il territorio e lo tenne per suo segnandolo come fa il cane dominante.
Guardò fisso negli occhila sua donna che ebbe un sussulto.
Non una parola, non un gesto per il comando: solo uno sguardo.
La donna del capo prese il badile e lo lanciò al giovane proselita.
La sabbia fu smossa con violenza e la voragine fu pronta ad accogliere il fusto dell’ombrello parasole.
Il proselita s’inginocchiò, baciò i piedi del suo signore e porse l’asta.
Lui con mano ferma conficcò il “telum” nella sabbia che spruzzò scagliette dorate.
Le donne della spiaggia, quasi sospirando, lanciarono un ooohhhh che fece tener basso lo sguardo alle pudiche.
Lui le guardò, ne scelse una e starnutì una, due volte.
La tipica eruzione del…
Il desiderio traspariva dall’occhio fiero e da altro che, pur evidente, non posso evidentemente dirvi.
“Padrino- invocò il marito della prescelta con i cinque figli al lato- risparmiala, è vergine ancora!
Il dio Del Sole (penso l’abbiate capito che proprio di lui si trattava) assentì bonario e gli portò via la suocera che era un tocco di figliola più della figliola.
“Mamma,-pianse la “bambina”, arraggiando una canzonetta degli anni 30- tu prendi i balocchi soltanto per te!”.
E di un balocco, in fondo, si trattava…


2 commenti:

salvo ha detto...

Ciao natalino, mi chiamo Salvo Figura da Ragusa ma anche da Siracusa. Ti invito al mio blog http://www.legofemi.blogspot.com buona lettura e spero di sentirti.
Ah, scrivo anche io oltre a fare il medico Rianimatore.
Salvo

Anonimo ha detto...

Cercavo una ricetta di contorno di funghi cardoncelli... e dove ti casco? QUA! O.O Mannaggia a te e a 'sto racconto! Ahahahahah! Paola